Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Sala 2 - Emilia Romagna

PV.sala 2

PV.892.Lorenzo Sabbatini.Adorazione dei Magi

A chiusura del XIV secolo Bologna inizia a perdere il ruolo centrale rivestito fino ad allora, per lasciar posto a Ferrara, protagonista degli scambi culturali con il territorio veneto.

Il nuovo orientamento della pittura bolognese è offerto dal cantiere di San Petronio, eretto a partire dal 1390, che diviene punto di incontro, così come era stato quasi un secolo avanti per il cantiere assisiate, per culture e maestranze.

La narratività del tardogotico bolognese è rappresentata dalla Crocifissione assegnata a Stefano da Ferrara, pittore attivo in Emilia e nel Veneto, responsabile degli affreschi di soggetto astrologico nel Palazzo della Ragione a Padova. 

Attribuita a Francesco o al fratello Bernardino Zaganelli, la tavola con l'immagine devota del Cristo portacroce affronta un tema iconografico assai diffuso in Emilia a partire dagli anni ottanta del Quattrocento. In quest'opera - di cui si conoscono almeno altre due versioni eseguite dalla bottega - collocabile sul volgere del percorso artistico del pittore romagnolo, si avvertono i legami con la cultura artistica ferrarese e una componente grafica nordica, di ascendenza düreriana.

In contatto con il manierismo tosco-romano, attraverso la lezione del bolognese Pellegrino Tibaldi, ma non insensibile ad influssi del Parmigianino si rivela l'Adorazione dei Magi del bolognese Lorenzo Sabatini, uno degli artisti prediletti dal conterraneo pontefice Gregorio XIII Boncompagni (1572-85).     

Già nella collezione Ruffo, donata al museo nel 1919, è la tavola con la raffigurazione della Pietà di Lelio Orsi. Nell'opera, situabile intorno alla fine del settimo decennio del ‘500, si avvertono influssi della poetica del Correggio, specialmente nel patetismo espresso dalla figura del San Giovanni evangelista, mentre la plasticità del corpo livido di Cristo è espressione di un forte ascendente michelangiolesco, codificato dalla divulgazione incisoria. Senza dimenticare che dalla rielaborazione di un'idea michelangiolesca, in particolare la Deposizione per Vittoria Colonna deriva la posa del Cristo adagiato in grembo alla Madre.

Nella sala si conservano anche tre splendide statue lignee: una Madonna col Bambino (XV-XVI sec.) realizzata nella regione tedesca dell'Alto Reno e due Re Magi trecenteschi, repliche fedeli di quelle del Palazzo Arcivescovile di Fabriano.

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pagina creata il 14/11/2008, ultima modifica 15/04/2015