Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Sale 18-26 Terrecotte

PV.1195.G.L.Bernini

PV.10760.A.Algardi.S

Il museo possiede una preziosa collezione di terrecotte che vanno dal XVI al XIX secolo, molte delle quali raccolte ad inizio Novecento dal cantante lirico Evangelista Gorga.

La sezione è disposta su tutto il lato meridionale del piano nobile del palazzetto e, oltre che da terrecotte, è costituita da altri materiali "poveri" con cui venivano realizzati i bozzetti, per lo più gesso e cartapesta.

Tali sculture rappresentano gli studi preparatori di un'opera, e spesso venivano mostrate al committente che decideva se approvarne la realizzazione finale.

Le prime due sale ospitano terrecotte rinascimentali, tra cui spiccano le due lastre per i Miracoli di San Marco di Jacopo Sansovino per la basilica veneziana dedicata all'evangelista; una copia realizzata da Niccolò Tribolo della Notte di Michelangelo per le cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze; la cosiddetta Testa di Seneca, attribuita a Guido Reni, che apre la sezione dedicata al Seicento.

Nelle successive sale, infatti, è possibile ripercorrere la storia del barocco romano, a partire dalle opere di Alessandro Algardi (Urna di sant'Ignazio, San Nicola da Tolentino, ecc.) e di Gian Lorenzo Bernini (Testa per l'estasi di santa Teresa d'Avila, Angelo con cartiglio per Ponte Sant'Angelo, Testa del Moro per l'omonima fontana di piazza Navona). Seguono gli allievi dei due grandi maestri: Ercole Ferrata (Tritone per la fontana di Nettuno del palazzo di Queluz in Portogallo), Antonio Raggi (Cristo al Limbo per San Giovanni in Laterano), Melchiorre Caffà (Sant'Eustachio tra i leoni per Sant'Agnese in Agone); e gli scultori francesi giunti a Roma all'Accademia di Francia: Michel Maille (Re David con la cetra per la chiesa di Gesù e Maria al Corso), Jean-Baptiste Theodon (San Giuseppe distribuisce il grano agli Egiziani per la cappella del Monte di Pietà), Pierre Legros (Monumento funebre di Innocenzo XI Odescalchi).

Chiudono la sezione delle opere del tardo barocco i modelli per le sculture della Fontana di Trevi: l'Oceano di Pietro Bracci e l'Abbondanza di Filippo della Valle.

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pagina creata il 18/11/2008, ultima modifica 15/04/2015