Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Angelo con il cartiglio

Gian Lorenzo Bernini, Angelo con il cartiglio - Angel with the Superscription
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura in terracotta
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
Luogo di collocazione
Sala 21
Inventario
PV 01195
Materia e tecnica
Terracotta
Autore
Bernini Gian Lorenzo (1598-1680)
Datazione
1667-1668
Dimensioni
cm 36 x 20 x 18
Provenienza
Collezione Cavaceppi (1800); Ferroni (1909)
Copyright immagine
SSPSAE e per il Polo Museale della città di Roma

Descrizione breve

Il bozzetto raffigurante l'Angelo con il Titolo della Croce rappresenta uno studio preliminare modellato da Bernini per la scultura in marmo conservata nella chiesa romana di Sant'Andrea delle Fratte, insieme al corrispettivo Angelo con la Corona di Spine, originariamente entrambe destinate alla decorazione di Ponte Sant'Angelo. L'immediatezza dei tratti e l'evidenza dei segni superficiali lasciati dai diversi strumenti riconducono la terracotta in esame alle prime fasi ideative e suggeriscono una datazione a cavallo tra la fine del 1667 e l'inizio dell'anno successivo. Per questo angelo Bernini concepì una posizione giocata sul motivo del contrapposto, in cui il peso del corpo è sostenuto interamente dalla gamba sinistra mentre la destra, lasciata nuda, si piega elegantemente sporgendo in avanti. Lo stesso effetto si ripete nella testa reclinata verso sinistra in contrasto con il cartiglio che si squaderna dalla parte opposta. Lo studio della posa, ispirata alla statuaria di età classica e alla plastica prassitelica, è fissato in un noto foglio dell'Istituto Nazionale per la Grafica (inv. FC 127500) in cui la silhouette dell'angelo è ripetuta due volte. Nel primo schizzo il maestro disegna un corpo nudo e si concentra unicamente sulla postura del torso e delle gambe, eludendo persino la raffigurazione delle braccia e della testa; nel secondo definisce l'intera figura, accenna lo studio del panneggio, ed aggiunge alcuni complementi iconografici, quali le ali ed il cartiglio. Anche nella terracotta Bernini stabilisce l'andamento generale della composizione, senza tuttavia soffermarsi troppo nella descrizione dei particolari: se i rigonfi riccioli della capigliatura rimandano già alle evoluzioni del marmo in Sant'Andrea delle Fratte, l'espressione dell'angelo risulta appena accennata e non tradisce l'intenso e dolente sentimento della scultura. Anche i moti della veste sono soltanto suggeriti e molto semplificati rispetto alle sovrabbondanti volumetrie dell'opera finita. Su buona parte della superficie si individuano nitidamente molte impronte digitali, a segno di ritocchi eseguiti sulla materia ancora fresca e di passaggi e spostamenti all'interno della bottega, mentre sul retro è lasciato a vista e sommariamente levigato il massiccio blocco di creta che funge da sostegno per la statua, estendendosi dalla base fino al capo. Ad oggi sono stati individuati ben sei bozzetti per l'Angelo con il Titolo: oltre a quello di Palazzo Venezia, uno si conserva al Kimbell Art Museum di Forth Worth (Inv. 1987.02.A), due al Fogg Art Museum di Camgridge (Ma.), uno acefalo (Inv. 1937.69) e l'altro più completo anche nei panneggi (Inv. 1937.67), e gli ultimi due all'Hermitage di San Pietroburgo (Inv. 629, 630). Pur riconoscendo a tutti lo status di studi preparatori, la critica ne ha proposto una scansione cronologica basandosi principalmente su evidenze tecniche e stilistiche. Mark Weil (1999) ritiene che Bernini abbia iniziato l'elaborazione della figura proprio con la terracotta di Palazzo Venezia, per poi proseguire con la versione frammentaria del Fogg in contemporanea con quella del Kimbell Art Museum, giungendo ad una soluzione più definitiva nel secondo e più dettagliato esemplare del Fogg. Ribaltando il giudizio, Charles Avery (1997) sostiene che la terracotta del Kimbell costituisca il punto di partenza degli studi del maestro per un trattamento ancora troppo debole della muscolatura. Seguono il bozzetto acefalo del Fogg Art Museum, poi quello esposto in mostra ed infine il secondo Angelo del Fogg, definito per la sua eleganza uno dei più attraenti dell'intera produzione berniniana. Entrambi gli autori ritengono che quelli dell'Hermitage siano invece da considerare dei modellini quasi definitivi: la statuetta priva delle braccia è da riferire al marmo in Sant'Andrea delle Fratte e l'altra è da mettere in relazione con la versione della scultura realizzata da Bernini e Cartari ed oggi sul ponte, con la quale condivide una diversa soluzione del panneggio raccolto dietro la gamba destra della figura. 

 Cristiano Giometti

Bibliografia

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pagina creata il 15/01/2009, ultima modifica 15/11/2010