Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Caprone coronato da alloro

Andrea Briosco detto il Riccio, Ariete - Ram
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura in bronzo
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
Luogo di collocazione
Sala 16
Inventario
PV 09235
Materia e tecnica
Bronzo; patina naturale bruna; vernice nera conservata
Autore
Riccio (Andrea Briosco detto il) (1470 ca. - 1532)
Datazione
1510 (?)
Dimensioni
cm 16,9 x 4,5 x 20
Provenienza
Collezione Barsanti (1934)
Copyright immagine
SSPSAE e per il Polo Museale della città di Roma

Descrizione breve

Nel 1922 Ludvig Pollak assegnava al Riccio il bronzetto dell'Ariete coronato da alloro della collezione Barsanti, descrivendolo puntualmente "il magnifico animale di sorprendente bellezza e fierezza porta sulla testa una stretta corona d'alloro... certamente un lavoro originale ed autentico del grande maestro e non una replica della bottega... Conservazione meravigliosa. Cesellatura curata pure nei minimi dettagli". 
Nel 1954 più conciso era il giudizio di Santangelo: "esemplare superbo, e tra i migliori, con la corona sacrificale intorno alle corna e ciocche risparmiate della tosatura nel ventre". Parimenti lapidario il giudizio di Radcliffe, che lo considera "modellato nella cera dalla mano del Riccio...il più bello esemplare conosciuto".
Numerosissime sono le versioni di questo tipo di Caprone, anche se si tratta di esemplari di diversa qualità, che di volta in volta aggiungono piccole varianti nella rifinitura del bronzo. L'opera in catalogo non può essere inclusa fra le molte raffigurazioni di animali che attestano il forte interesse per la natura degli artisti padovani, infatti il suo significato è più recondito per la presenza della corona di foglie di alloro, attentamente rifinita, posta tra le corna. La corona è formata da foglie di alloro, pianta simbolica assunta dai pagani, ma poi adoperata anche nelle raffigurazioni cristiane. Un Caprone era la cavalcatura di Pan, di Afrodite e di Dioniso, ed a quest'ultima divinità l'animale veniva consacrato e sacrificato (Euripide), anzi proprio Dioniso si trasformò in un caprone per fuggire dall'Olimpo durante l'attacco di Tifone a Zeus. Completamente variato è il significato simbolico del Caprone nella Bibbia. Nel libro del Levitico è narrato che il Signore, per ripristinare l'armonia turbata ed interrotta dal peccato degli Israeliti, prescrive a Mosè un rito annuale: davanti all'arca dovevano essere condotti due capri, uno diveniva il ‘capro espiatorio' l'altro invece veniva dedicato e sacrificato a Dio (Levitico 16). 
Anche presso gli antichi Padri della Chiesa frequente è l'accostamento di Cristo e degli Apostoli all'Ariete, descritto come "un animale idoneo al comando che guida le pecore a pascoli sostanziosi e al ristoro delle acque" (Basilio di Cesarea, Omelie sui Salmi). Difficile intendere nell'antitesi dei due mondi a quale debba riferirsi il Riccio, poiché nella sua opera assai spesso è presente l'interpolazione di elementi cristiani e pagani. La commistione d'elementi derivati dal mondo classico con altri appartenenti all'Antico e al Nuovo Testamento è infatti una caratteristica ricorrente dell'autore di quel rilievo del gigantesco Candelabro al Santo dove il Sacrificio dell'Agnello Pasquale avviene cruentemente e proprio davanti ad una statua di Cristo, come un sacrificio ad una divinità pagana. 
Recentemente Kryza Gersch, nel catalogo della mostra americana del Riccio, ha precisato che le antiche attribuzioni al Riccio di Bode e di Planiscig sono basate sul paragone con motivi presenti nel Candelabro Pasquale dell'artista alla basilica del Santo a Padova e nel Pastore con capra del Museo del Bargello a Firenze. Per la studiosa austriaca invece "la possibilità di interpretare questi Capri in un contesto classico pagano, così come in uno cristiano è tipico delle creazioni del Riccio... questo è il più significativo argomento per attribuire il loro modello all'artista, che dà visibile espressione al concetto del sincretismo delle religioni, che era in quel tempo uno dei principali argomenti di discussioni nei dotti circoli padovani".

Pietro Cannata

Bibliografia

W. von Bode, Die Italienischen Bronzenstatuetten der Renaissance, Berlin 1922, p.3; L. Pollak, Raccolta Alfredo Barsanti (Trecento-Settecento), catalogo della collezione, Bergamo 1922, n. 8 p. 23; L. Planiscig, Die Bronzeplastiken: Statuetten, Reliefs, Geräte und Plaketten, Wien 1924, n. 69 p. 40; L. Planiscig, Andrea Riccio, Wien 1927, pp. 197 e 486 n. 144; L. Planiscig, Andrea Riccio: candelabro del santo, Firenze 1947, p. 7; A. Santangelo, Museo di Palazzo Venezia. Catalogo delle sculture, Roma 1954, p. 29; Italian Bronze Statuettes, catalogo della mostra, London 1961, n. 54; Meesters van het brons der Italiaanse Renaissance, catalogo della mostra, Amsterdam 1961, n. 51; Bronzetti italiani del Rinascimento: catalogo della mostra, Firenze 1962, n. 50; H. R. Weihrauch, Europäische Bronzestatuetten,  Braunschweig 1967, p. 501, n.149;  D. Blume, Zur Technik des Bronzegusses in der Renaissance, in A. Beyer (a cura di), Natur und Antike in der Renaissance, catalogo della mostra, Frankfurt am Main 1985, pp. 479-480;  A. Radcliffe, Replicas, copies and counterfeits of early Italian bronzes, in "Apollo" 1986, 295, p. 183-187; U. Berger - V. Krahn, Bronzen der Renaissance und des Barock: Katalog der Sammlung, Braunschweig 1994, n. 16 p. 43; E. von Binnebeke, Bronssculptuur-Bronze sculptur. Beeldhowkunst 1500-1800 in de collectie van het Museum Boymans-van Beuningnen, Rotterdam 1994, n. 18 p. 114; P. Cannata in, Donatello e il suo tempo:il bronzetto a Padova nel Quattrocento e nel Cinquecento, Milano 2001, n. 18 pp. 114-115; A. Victoria, Renaissance and baroque bronzes from the Fitzwilliam Museum, London 2002, pp. 122-125; V. Krahn, Bronzetti veneziani: die Venezianischen Kleinbronzen der Renaissance aus dem Bode-Museum Berlin, Köln 2003, n. 75 pp. 242-244; P. Cannata in A. Bacchi - L. Giacomelli, Rinascimento e passione per l'Antico. Andrea Riccio e il suo tempo, catalogo mostra, Trento 2008, n. 66 pp. 378-379; P. Cannata, in M. G. Barberini - M. S. Sconci (a cura di), Guida al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma 2009, n. 63 p. 68; D. Allen, Andrea Riccio. Renaissance Master of Bronze,  catalogo mostra, New York 2010, n. 5 pp. 122-127; C. Kryza-Gersch in D. Allen, Andrea Riccio. Renaissance Master of Bronze,  catalogo mostra, New York 2010, n.6 pp. 128-133.

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pagina creata il 15/01/2009, ultima modifica 15/11/2010