Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Busto virile dallantico

Busto virile - Bust of a Male Figure
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura in bronzo
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
Luogo di collocazione
Sala 17
Inventario
PV 10803
Materia e tecnica
Bronzo, lacca nera su patina naturale bruna
Autore
Ambito italiano
Datazione
XIX secolo
Dimensioni
cm 40 x 25,5 x 22
Provenienza
Collezione Auriti (1963)
Copyright immagine
SSPSAE e per il Polo Museale della città di Roma

Descrizione breve

Leo Planiscig considera il Ritratto eseguito in Italia nella seconda metà del sedicesimo secolo e derivato da un esemplare classico celebrante Augusto. 
Invece Santangelo non ritiene che il bronzo raffiguri Augusto, ma piuttosto un ignoto personaggio del Cinquecento, probabilmente un veneto; l'opera è simile nel tipo e nella fattura ad un Busto del Szépmüvészeti Museum di Budapest e ad un altro Busto di minore dimensione oggi nel Bode-Museum di Berlino. 
L'avvicinamento del Ritratto Auriti ai busti dei musei di Budapest e di Berlino è confermato da Peter Meller, che ritiene queste opere eseguite da Simone Bianco, artista toscano attivo per quasi un quarantennio a Venezia. Erwin Bielefeld concorda con Santangelo per una sua datazione al sedicesimo secolo, come anche per una sua fusione a Venezia, ma dissente dall'ipotesi che l'effigiato sia un veneziano poiché il personaggio risulta già ritratto in un busto marmoreo proveniente da Pompei conservato nei depositi del Museo Nazionale di Napoli. 
Di parere affatto contrario è nel 1985 Klaus Fittschen per il quale la testa di bronzo di Palazzo Venezia è tanto simile al ritratto di Napoli, trovato nella Casa del Citarista a Pompei nel 1868, che solo quest'ultimo può esserne il modello, quindi si tratterrebbe di un'opera successiva al XIX secolo che non può essere attribuita a Simone Bianco. 
La lavorazione del Busto di Palazzo Venezia non convince né come scultura "antica", né come scultura rinascimentale: deve trattarsi di una copia, eseguita probabilmente per calco, sulla quale un abilissimo fonditore del sec. XIX è intervenuto con grande arte nel modellare e rifinire con il cesello i capelli.

Pietro Cannata

Bibliografia

A. Santangelo, Museo di Palazzo Venezia. La Collezione Auriti, Roma 1964, pp. 25-26; E. Bielefeld,  Zu einem Kopf im Palazzo Venezia, in "Pantheon", n. 27, 1969, p. 9-11; P. Meller, Marmi e bronzi di Simone Bianco, in "Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz", 21, 2, 1977, p. 199-210; K. Fittschen, Sul ruolo del ritratto antico nell'arte italiana, Torino 1985, p. 398 n. 24; P. Cannata, Laboratorio di Restauro 2, Roma 1988, pp. 204-207.

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pagina creata il 15/01/2009, ultima modifica 15/11/2010