Terrecotte
Roma. Il Palazzo di Venezia e le sue collezioni di scultura
| LA COLLEZIONE DI TERRECOTTE DEL MUSEO NAZIONALE DEL PALAZZO DI VENEZIA A ROMA La formazione della collezione di sculture in terracotta è iniziata già all'indomani della nascita del Museo nel 1916 quando, durante gli anni di direzione di Federico Hermanin (1868-1953), furono cedute alla neonata istituzione alcune importanti opere dal Museo di Castel Sant'Angelo, quali il bell'Angelo portamensola di Paolo Naldini e i bozzetti per le figure dell'Oceano e dell'Abbondanza eseguiti per il modello della Fontana di Trevi, originale di Nicola Salvi. A guerra finita, il nuovo direttore, Antonino Santangelo (1904-1965) riuscì ad aggiudicarsi una prestigiosa, ricchissima, collezione di bozzetti in terracotta costituita agli inizi del 1900 da una interessante e curiosa figura di collezionista: il tenore Evangelista Gorga (1865-1957). Già nel 1899, dopo una folgorante ma brevissima carriera, Gorga si ritirò dalle scene per dedicarsi alla sua passione di collezionista. Oltre agli strumenti musicali, che costituivano il suo principale interesse, il tenore ammassò ogni sorta di testimonianza di civiltà: dai fossili alle armi antiche, dai giocattoli di tutti i tempi agli strumenti chirurgici, ed ancora bronzi e terrecotte, per un totale di circa 150.000 pezzi conservati in dieci appartamenti comunicanti presi in affitto in uno stabile di via Cola di Rienzo. Sul finire degli anni Venti, il Ministero della Pubblica Istruzione pose il vincolo di interesse storico-artistico su tutte le raccolte che, il 29 luglio del 1929, furono sottoposte a sequestro amministrativo. Dopo una lunga serie di trasferimenti, che videro passare le opere dai sotterranei del Vittoriano ai depositi della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, il 27 novembre del 1949 fu stipulata una convenzione tra il Ministero e il cantante e i pezzi giunsero finalmente a Palazzo Venezia ove, solo in piccola parte, furono musealizzate e pubblicate da Santangelo nel Catalogo delle sculture (1954). Negli anni a seguire le collezioni si sono andate incrementando grazie ad acquisti e donazioni di una certa importanza. Nel 1947 il Museo ha ricevuto in dono 10 bozzetti, sempre in terracotta, originariamente appartenuti al grande studioso Ludwig Pollak, quali, tra gli altri, il San Giovanni Battista di Melchiorre Cafà e il modello per il monumento del cardinal Agostino Favoriti di Filippo Carcani. Infine, in anni più recenti, sono stati acquistati dallo Stato alcuni importanti pezzi di Alessandro Algardi - il busto di papa Innocenzo X e il Battesimo di Cristo - che hanno ulteriormente arricchito la presenza già massiccia di opere di piccola plastica del maestro bolognese nel Museo. Maria Giulia Barberini |