Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Terrecotte

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Roma. Il Palazzo di Venezia e le sue collezioni di scultura

Evangelista Gorga, 1895

 

 

La collezione Gorga

 

 

Allestimento 1929 - La sala delle Fatiche d'Ercole

LA COLLEZIONE DI TERRECOTTE DEL MUSEO NAZIONALE DEL PALAZZO DI VENEZIA A ROMA 

La formazione della collezione di sculture in terracotta è iniziata già all'indomani della nascita del Museo nel 1916 quando, durante gli anni di direzione di Federico Hermanin (1868-1953), furono cedute alla neonata istituzione alcune importanti opere dal Museo di Castel Sant'Angelo, quali il bell'Angelo portamensola di Paolo Naldini e i bozzetti per le figure dell'Oceano e dell'Abbondanza eseguiti per il modello della Fontana di Trevi, originale di Nicola Salvi. A guerra finita, il nuovo direttore, Antonino Santangelo (1904-1965) riuscì ad aggiudicarsi una prestigiosa, ricchissima, collezione di bozzetti in terracotta costituita agli inizi del 1900 da una interessante e curiosa figura di collezionista: il tenore Evangelista Gorga (1865-1957). Già nel 1899, dopo una folgorante ma brevissima carriera, Gorga si ritirò dalle scene per dedicarsi alla sua passione di collezionista. Oltre agli strumenti musicali, che costituivano il suo principale interesse, il tenore ammassò ogni sorta di testimonianza di civiltà: dai fossili alle armi antiche, dai giocattoli di tutti i tempi agli strumenti chirurgici, ed ancora bronzi e terrecotte, per un totale di circa 150.000 pezzi conservati in dieci appartamenti comunicanti presi in affitto in uno stabile di via Cola di Rienzo. Sul finire degli anni Venti, il Ministero della Pubblica Istruzione pose il vincolo di interesse storico-artistico su tutte le raccolte che, il 29 luglio del 1929, furono sottoposte a sequestro amministrativo. Dopo una lunga serie di trasferimenti, che videro passare le opere dai sotterranei del Vittoriano ai depositi della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, il 27 novembre del 1949 fu stipulata una convenzione tra il Ministero e il cantante e i pezzi giunsero finalmente a Palazzo Venezia ove, solo in piccola parte, furono musealizzate e pubblicate da Santangelo nel Catalogo delle sculture (1954). Negli anni a seguire le collezioni si sono andate incrementando grazie ad acquisti e donazioni di una certa importanza. Nel 1947 il Museo ha ricevuto in dono 10 bozzetti, sempre in terracotta, originariamente appartenuti al grande studioso Ludwig Pollak, quali, tra gli altri, il San Giovanni Battista di Melchiorre Cafà e il modello per il monumento del cardinal Agostino Favoriti di Filippo Carcani. Infine, in anni più recenti, sono stati acquistati dallo Stato alcuni importanti pezzi di Alessandro Algardi - il busto di papa Innocenzo X e il Battesimo di Cristo - che hanno ulteriormente arricchito la presenza già massiccia di opere di piccola plastica del maestro bolognese nel Museo.

La scultura in terracotta ha una funzione pratica, in quanto utilizzata come momento preparatorio all'opera definitiva, e si rivela quindi fondamentale per ricostruire il processo creativo di quegli artisti presenti nelle raccolte, tutti compresi tra i secoli XVI e XIX. Nella collezione Gorga si trovano oltre 120 bozzetti e modelli successivamente tradotti in monumentali sculture e rilievi di marmo. Si tratta di opere originali di Gian Lorenzo Bernini con l'Angelo con il Titolo, per il ponte Sant'Angelo; di Alessandro Algardi autore dei Santi e Beati della Compagnia di Gesù, modello per il rilievo in bronzo dell'urna di Sant'Ignazio di Loyola nella chiesa del Gesù a Roma e della figura di San Nicola, preparatoria per la pala sull'altare maggiore della chiesa di San Nicola da Tolentino. Si ricordano inoltre il modello del bassorilievo per il Sant'Eustachio in Sant'Agnese in Agone del maltese Melchiorre Cafà, la personalità artistica più interessante a Roma della generazione di scultori della seconda metà del Seicento e quello finale per il rilievo in marmo realizzato da Jean Baptiste Théodon per la cappella del Monte di Pietà, raffigurante Giuseppe che dona il grano agli Egiziani. Fino ad arrivare ai bozzetti di Domenico Guidi, Pierre Le Gros, Giuseppe Sanmartino, Giuseppe Mazzuoli, Pietro Bracci, Filippo Della Valle, Bartolomeo Cavaceppi, Vincenzo Pacetti, Joseph Nollekens.

La ricerca storico artistica, intrapresa in occasione del progetto, ha permesso di formulare nuove ipotesi attributive, di precisare le aree geografiche di provenienza di alcuni pezzi nonché di stabilire con maggiore accuratezza l'arco cronologico della loro produzione. Inoltre, grazie alle analisi scientifiche e i restauri eseguiti su un gruppo di opere selezionate, si è potuto indagare meglio le tecniche di realizzazione dei maggiori artisti presenti in collezione, in primis Bernini ed Algardi, e determinare la pertinenza di alcune policromie che sono risultate assai posteriori alla data di produzione delle terrecotte stesse.

Maria Giulia Barberini

Cristiano Giometti

 

 

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pagina creata il 07/09/2010, ultima modifica 20/12/2011